Avvicinarsi prima di cominciare

Quando a settembre arrivano i nuovi germogli, qualcosa è già cominciato.

Da alcuni anni, prima dell’inizio del percorso I Germogli del Bosco, proponiamo alle nuove famiglie un tempo di avvicinamento e conoscenza che comincia molti mesi prima dell’inizio della quotidianità al Bosco.

Che cos’è il percorso di avvicinamento?

È un tempo che dedichiamo alle nuove famiglie per conoscersi prima di cominciare.

Durante i mesi che precedono l’inizio del percorso, ci si incontra, si conosce il progetto, si possono osservare le giornate al Bosco e, più avanti, anche i nuovi germogli possono viverne alcuni momenti insieme al gruppo.

Non è un modo per anticipare l’ambientamento e non serve a preparare al momento del saluto mattutino tra persona piccola e famiglia.

È, prima di tutto, un tempo per conoscere.

Conoscere il luogo, le accompagnatrici, gli altri germogli. Vedere come comincia una mattina, cosa succede durante il gioco, come ci si prende cura degli spazi, come si prepara lo zaino, come si sta insieme.

Per le famiglie significa poter entrare nel progetto gradualmente, attraverso l’esperienza e non soltanto attraverso le parole.

Per i nuovi germogli significa poter incontrare il Bosco, le persone e alcuni momenti della quotidianità prima che arrivi il momento di iniziare. Negli anni abbiamo visto cosa cambia quando, a settembre, non si parte completamente da zero.

Il Bosco non è completamente nuovo per chi inizia

Lo scorso anno, quando Aidi, Ayla e Camilla hanno cominciato il loro percorso al Bosco, si conoscevano già bene grazie agli appuntamenti di A gattoni nel bosco e al Percorso di avvicinamento: avevano condiviso diversi momenti insieme.

La loro prima settimana è iniziata con molta curiosità e voglia di fare. Alcune cose della giornata erano già pratica esperita: innaffiare le piante, “andare dalle galline”, sistemare il carretto. Non erano soltanto attività che avevano sentito raccontare. Le avevano già viste e vissute.

E così, mentre stavano ancora prendendo confidenza con il nuovo gruppo e con il nuovo ritmo, avevano già qualche punto da cui partire, un gesto che sapevano già fare. Piccole cose, ma abbastanza per cominciare a sentirsi parte della giornata.

Anche il gruppo ha già iniziato a fare spazio.

Quest’anno lo abbiamo visto nuovamente con Isabella e Futura.

Anche per loro, nei primi giorni, le cose già conosciute hanno offerto alcuni punti di appoggio. Ma ad accompagnarle non sono state soltanto le attività e gli spazi. C’erano gli altri germogli. Li avevano già incontrati durante gli appuntamenti di avvicinamento, si riconoscevano e, una volta iniziata la quotidianità, il gruppo ha cominciato spontaneamente a prendersi cura di loro. Le hanno accompagnate nei giochi, mostrato alcune cose, cercate. Non c’era bisogno di aspettare che fossero le accompagnatrici a presentare ogni persona e ogni angolo. Qualcuno del gruppo aveva già iniziato a fare spazio per loro. È una cosa che ci interessa molto osservare: l’accoglienza non passa soltanto dalle persone adulte. Il gruppo diventa un punto di riferimento.

Il saluto può avere il suo tempo.

Conoscere il Bosco prima di cominciare non fa sparire le emozioni dell’inizio.

Un nuovo germoglio può avere nostalgia, cercare il proprio genitore, avere bisogno di stare vicino a un’adulta o di osservare prima di partecipare. Quello che cambia è che alcune cose non devono essere scoperte tutte insieme.

Quando il luogo, le accompagnatrici, il gruppo hanno già un sapore, il saluto può trovare il proprio ritmo, senza dover succedere tutto in una volta. Prima si può stare insieme al proprio genitore. Poi osservare. Poi provare. Poi tornare indietro. Poi fermarsi un po’ di più. Non c’è una sequenza uguale per tutte le persone piccole. C’è il tempo necessario perché ogni germoglio possa cominciare a costruire la propria relazione con il Bosco.

Anche le famiglie hanno bisogno di conoscere

Il percorso di avvicinamento non riguarda soltanto i nuovi germogli.

Per i genitori è un’occasione per vedere direttamente come si svolge una giornata, incontrare le accompagnatrici nel loro lavoro quotidiano e fare domande a partire da quello che osservano.

La pedagogia del bosco non è fatta soltanto di principi da raccontare. È anche il modo in cui si accoglie un germoglio al mattino, come si accompagna un conflitto, quanto spazio si lascia al gioco, come ci si prende cura degli spazi e come si affrontano le piccole e grandi situazioni che fanno parte della giornata. Vederle succedere permette di conoscerle in modo diverso.

E ci sono anche cose molto concrete da scoprire insieme: gli orari, il tragitto, la merenda, l’abbigliamento, l’equipaggiamento, l’organizzazione delle giornate. A settembre, quindi, non è ancora tutto da capire. Alcune cose sono già state viste, vissute e nominate insieme.

Non si tratta di arrivare pronti

Il valore del percorso di avvicinamento, per noi, non sta nel fare prima quello che succederà dopo. Sta nel poter arrivare a settembre con qualche conoscenza in più e qualche estraneità in meno.

Il percorso di avvicinamento non elimina la fatica dell’inizio e non vuole farlo.

Lascia che qualcosa inizi prima.

Prima che arrivi settembre. Prima che ci sia bisogno di salutarsi. Prima ancora di sapere esattamente come sarà.

Così, quando comincia il percorso, il Bosco non è del tutto sconosciuto.

E nemmeno le persone che lo abitano.

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