
5…tante sono le candeline che quest’anno Bosco Trullallero spegnerà a maggio.
Quando abbiamo iniziato nel 2019 non eravamo certe delle strade che avremmo potuto percorrere, né di quale fosse esattamente la meta.
Ma quando si attraversano boschi inesplorati si sa…i sentieri possono portare grandi sorprese, tanta fatica e a volte capitomboli che lasciano qualche ammaccatura. E così è stato fino ad ora. Una cosa è certa. Siamo partite con un sogno che nel giro di un paio di anni è diventato un progetto vero e proprio e il traguardo lo costruiamo giorno per giorno.
Non è più tempo di bilanci dato che siamo già a febbraio. Ma il tempo lento del bosco e l’inverno che quest’anno proprio non voleva arrivare, ci portano solo ora a guardarci indietro e dire: “Bene, ce la possiamo fare!”
Progetti in crescita
I germogli del bosco: abbiamo iniziato due anni fa con soli 6 bambini e bambine e oggi sono 14! È il progetto che volevamo realizzare fin dall’inizio: attendere il tempo giusto prima di proporlo si è rivelata una scelta azzeccata. Che cos’è per noi l’asilo nel bosco? Un percorso di immersione nel selvatico, un terreno fertile per la semina di una connessione più profonda con l’ambiente che ci circonda e gli altri esseri viventi, la costruzione di comunità educante.


“Fare scuola fuori è possibile!” è uno dei nostri mantra. “Scuola all’aperto”, progetto finanziato dall’avviso pubblico Puglia Capitale sociale 3.0, ha creato nuovi orizzonti e nuove prospettive, generando un crescente interesse da parte delle scuole. Proponiamo un modello integrato di outdoor education, spingendo verso un cambiamento nel paradigma educativo che abbraccia l’apprendimento esperienziale all’aperto e si fonda sui principi della pedagogia del bosco.
Bimbi a gattoni nel bosco: nato con l’intento di offrire alle famiglie dei momenti di condivisione e di gioco insieme ai loro bimbi più piccoli, è oggi un vero e proprio percorso di avvicinamento all’approccio della pedagogia del bosco.
La formula che al momento riteniamo più idonea? Piccoli gruppi di famiglie con bimbi dai 0 ai 30 mesi e almeno 4 incontri. Nei sabato mattina al bosco esploriamo con grandi e piccolini i luoghi e i materiali naturali del bosco, dialoghiamo su dubbi e incertezze legate ai temi che più incuriosiscono i genitori quali l’abbigliamento corretto, il rischio, l’apprendimento auto diretto dal bambino.
Nascono legami di amicizia e scambio reciproco tra le famiglie e questa esperienza diventa il naturale percorso di inserimento nella nostra comunità educante. Ben 6 delle famiglie che hanno partecipato a questo percorso hanno poi scelto di partecipare al progetto “I germogli del bosco” e quasi tutte le altre famiglie sono ormai legate all’associazione per le attività di comunità o semplicemente per i percorsi dei più piccoli.


Esplorazione e Intrecci
A ottobre siamo volate a Milano per il Convegno Nazionale di Pedagogia del Bosco. Al rientro i nostri zaini erano carichi di emozioni, suggestioni ed energia. Non è stato un semplice convegno. È stato un momento di presa di coscienza e consapevolezza di quello che stiamo realizzando: connessioni con nuove realtà presenti sul territorio nazionale, spunti per profonde riflessioni, proposte da realizzare, risate contagiose, testimonianze preziose. Una spinta potente per perseverare sulla strada che stiamo percorrendo e impegnarci ancora di più nella diffusione della pedagogia del bosco.
Crescita della comunità educante e collaborazioni territoriali
Vogliamo essere una realtà ri-conosciuta e collaborativa. Costruire una rete con intenti e obiettivi comuni fa parte del nostro lavoro quotidiano. Promuovere un cambiamento educativo rimanendo sempre nel nostro bosco, non sarebbe possibile. Ecco perché “abitiamo” tutti i luoghi del nostro territorio: dalle masserie alla biblioteca, dal mare ai monti, dalle piazze ai sentieri.
Ci sono realtà del nostro territorio con cui collaboriamo ormai da tempo e altre con cui abbiamo iniziato da poco… e chissà quante altre incontreremo.


Ridisegnare il modo di lavorare insieme
Co-design, socio-crazia, ikigai. Con Tara Facilitazione abbiamo scoperto il significato di queste parole e iniziato un percorso per migliorare il nostro modo di lavorare insieme. Cos’è la facilitazione? Neanche noi lo sapevamo bene prima di incontrare Federica. Per noi è stato uno strumento per distribuire la leadership, promuovere la collaborazione e adottare processi inclusivi ed efficaci. Stiamo coltivando un ambiente di lavoro più creativo e orientato agli obiettivi. Lo consigliamo a chiunque!
Prospettive per il Nuovo Anno
Abbiamo liste di cose da fare e idee da concretizzare. Non possiamo e non vogliamo fare tutto noi, quindi contiamo sulla nostra piccola comunità di famiglie per portare avanti le proposte e fare in modo che i soci si sentano davvero parte attiva del processo di crescita dell’associazione. La comunità educante è un luogo in cui ognuno può condividere le proprie esperienze e ispirare gli altri. Ogni genitore può mettere a disposizione del gruppo il proprio sapere e saper fare. C’è un forno in terra cruda che promette di sfornare cibi prelibati per famiglie che scelgono di trascorrere del tempo con noi; c’è una yurta che può accogliere momenti di relax e confronto quando fuori fa troppo freddo o quando semplicemente si desidera la coccola di un luogo intimo e silenzioso. Ogni persona che vive l’associazione partecipa secondo le proprie possibilità e competenze; l’impegno condiviso è un esempio concreto di cooperazione. Sì può imparare meglio di così la cura e il rispetto?
La formazione non può che essere continua per noi accompagnatrici del bosco. E in questa costante ricerca di sapere coinvolgeremo le famiglie e tutti coloro che vorranno approfondire temi a noi vicini e fondamentali. In primis, la pedagogia del bosco.
Continueremo a esplorare il mondo degli albi illustrati e della lettura ad alta voce, della scoperta dell’ambiente naturale del nostro territorio e dell’utilizzo di materiali naturali.
Ma Bosco Trullallero è solo per bambini e bambine? Certo che no! Fino ad ora sicuramente sono stati al centro di tutte le nostre proposte e, con loro, le famiglie, ma ora che anche noi siamo cresciute, siamo pronte per coinvolgere in questo processo di connessione con l’ambiente naturale anche gli adulti.
N.B. non bisogna mica avere necessariamente un figlio per essere socio.
Tutto questo perché lo facciamo? Per stare bene nel mondo.
Vogliamo che ogni passo nei boschi sia un’opportunità di apprendimento, di scoperta e di connessione con il mondo che ci circonda.








