“Fuori dal bosco, dentro il mondo: il territorio come esperienza viva”

Da due anni ormai, le uscite sul territorio sono diventate una parte fondamentale del nostro progetto “I germogli del bosco”. Sono nate come piccoli esperimenti, come occasioni per “andare oltre il bosco” e si sono trasformate in momenti attesi, ricchi, pieni di incontri, di domande e di scoperte. Ogni mese scegliamo almeno un luogo da visitare: può essere un bosco, un mercato, una masseria, una stazione, un centro storico. Non andiamo mai per “vedere qualcosa” e basta, ma per incontrare. Incontrare luoghi, persone, mestieri, alberi diversi dai nostri, animali, modi di vivere.

Ci piace camminare, osservare, fare domande, ascoltare. Sono esperienze che ci aiutano a costruire legami con il territorio, a sentirci parte di una comunità allargata, fatta di umani e non umani, di spazi naturali e urbani, di storie e paesaggi.

Nel corso di quest’anno abbiamo camminato per le strade di Savelletri, visitato una masseria fra gli ulivi, scoperto una nuova biblioteca comunale, passeggiato al mercato ortofrutticolo, visitato un piccolo villaggio di allevatori e ogni volta è stato come aprire una finestra sul mondo. Uscire dal Bosco significa uscire da sé: significa entrare in relazione con il territorio, con chi lo abita, con ciò che accade fuori dai sentieri battuti della nostra quotidianità.

Esplorare per conoscere (e conoscersi)

Ogni uscita è un’occasione per guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda. Non serve andare lontano per scoprire qualcosa di straordinario: basta camminare con uno sguardo attento, con il cuore aperto e con la voglia di stupirsi.

A Savelletri abbiamo incontrato pescatori, osservato i loro gesti, ascoltato le loro storie. Ci siamo stupiti di fronte a un murales che racconta volti e mani esperte. Abbiamo giocato a fare i venditori di pesce sulla spiaggia, raccogliendo posidonia e conchiglie da esporre come tesori. In quella passeggiata abbiamo scoperto che il mare è anche fatto di relazioni, di lavori, di cura.

Alla masseria Pezze Galere ci siamo immersi nel mondo dell’olio: abbiamo raccolto olive, osservato le macchine al lavoro, annusato, assaggiato, fatto domande. Abbiamo sperimentato con i sensi e con il corpo, perché solo toccando, gustando e annusando possiamo veramente imparare. Lì abbiamo scoperto che il sapere non è astratto, ma nasce dalla terra, dai gesti tramandati, dalla pratica quotidiana.

Alla nuova biblioteca di Fasano, I Portici, abbiamo trovato un altro tipo di tesoro: quello dei libri, delle storie, delle persone che si prendono cura di uno spazio comune. Abbiamo esplorato stanze pensate per tutti, dai bambini ai nonni, e capito che anche leggere è un modo per viaggiare, per incontrare, per appartenere.

Al mercato settimanale di Monopoli ci siamo meravigliati per i colori della frutta e della verdura, abbiamo osservato da dove arrivano gli alimenti e parlato di stagionalità, sostenibilità e anche di “roba di seconda mano”.

A Cocolicchio, piccola frazione di Fasano, abbiamo ascoltato le storie di un tempo di chi viveva (e vive ancora) questo piccolo borgo: il forno in comune, le passeggiate per arrivare alla scuola, storie antiche di condivisione e comunità.

Costruire legami con il territorio

Uno degli obiettivi più importanti di queste uscite è creare una rete viva tra noi e il territorio. Vogliamo che i bambini e le bambine crescano sentendosi parte attiva della comunità, che riconoscano i luoghi, che salutino le persone incontrate per strada, che si sentano a casa non solo al bosco, ma anche nel paese, nel mare, nei campi.

La Pedagogia del Bosco parte dal bosco ma non si applica solo nel bosco: si può portare ovunque ci sia uno sguardo attento e consapevole all’interazione tra essere umani, ambiente e altri esseri viventi. La pedagogia del Bosco è una pedagogia del luogo. E allora dal nostro bosco che abitiamo quotidianamente scegliamo con consapevolezza altri luoghi per sostenere gli apprendimenti dei nostri Germogli e Semini. Non si sta nel bosco solo per “conoscere il proprio territorio” o “connettersi con la natura” ma per formare adulti e adulte che sappiano vivere bene nel luogo in cui sono.

Ogni incontro, ogni chiacchierata spontanea, ogni saluto diventa un seme di cittadinanza. I bambini e le bambine imparano che il mondo è fatto di diversità, che ci sono tanti mestieri, tante storie, tante forme di vita e che ciascuna merita ascolto, rispetto, attenzione.

Conoscere ciò che è altro e diverso

Camminare insieme fuori dal bosco ci permette anche di confrontarci con ciò che è “altro”: altri ambienti, altre persone, altre abitudini. Ed è proprio nell’incontro con la diversità che crescono la curiosità, l’empatia, la capacità di accogliere e di dialogare.

Attraverso queste esperienze impariamo che non c’è un solo modo di vivere o di pensare e che ogni incontro è una possibilità di scoperta. I bambini portano a casa pezzi di mondo e quei pezzi diventano parte del loro sguardo, del loro modo di stare al mondo.

In cammino, dunque. Sempre. Perché ogni passo fuori è un passo dentro: dentro la realtà, dentro le relazioni, dentro sé stessi.

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